Campionato 1° Divisione Femmile  Fipav

Volley Viaccia - 29 Martiri 1-3

 

Presentazione

 

Le Atlete delle  due squadre  entrano in campo sfoggiando tutte un fiocco rosso.

Alla presentazione in campo le   due  formazioni si scambiano un mazzo di fiori e un palloncino rosso , un gesto cortese come cortese dovrebbe essere sempre il rapporto con le donne.

Nella  giornata contro la violenza sulle donne, tutti si devono fermare  e pensare quanto poco siamo e valiamo  senza la vicinanza di una donna.

L' universo femminile muove il mondo, se non lo capiamo il mondo si fermera' e il sole si spengera'.

Le donne vanno prese a  dolci parole, carezze e baci ,   non a labbrate.

Scusate la lunghezza, ho quindici anni,  son innamorato, mi perdo sempre.

 

La partita

 

Serata da ricordarsi  .

Serata che i presenti potranno dire con vanto  "io c'ero" .

Questa partita consegna alla nostra squadra il certificato di idoneita' alla lotta per qualcosa di importante.

Alti e bassi nel punteggio ,  pareva d'essere a bordo di una barchetta in mezzo al mare in burrasca, ma alla fine abbiamo attraccato al porto, nelle acque azzurre , nelle acque chiare  della vittoria finale.

Un plauso alle nostre Ragazze, tutte,  nessuna esclusa, anche chi ha sofferto e tifato dalla panchina, tutte hanno speso fino all'ultima stilla di sudore e determinazione.

Onore anche alle avversarie, che hanno osato, hanno combattuto su ogni pallone fino al quarto set, dove hanno mollato, oramai consce  che la loro sconfitta era oramai dietro l'angolo.

E poi , la guida  ferrea del nostro coach, racchiusa tutta nel siparietto dell' urlo  rivolto ad una nostra atleta in battuta che con la coda dell'occhio prima di battere ha osato guardare il tabellone elettronico del punteggio che ci vedeva avanti di molti punti : un ordine perentorio che solo chi ha allenato una nazionale come Jankov poteva lanciare...   " il punteggio non esiste, non guardare, tira forte  e basta" .

Spettacolo nello spettacolo.

Roba che il sergente Hartman , quello di Full Metal Jacket in confronto pare Biancaneve quando coglie i fiori per metterli sul tavolo e ingentilire la casetta dei sette nani.

O veniamo al  sodo: i set.

 

Primo set vinto 23-25

 

Inilizio lento, si becca un  parziale  di  13-8 per le avversarie.

Niente paura; le nostre ragazze  cominciano a fare sul serio e a schiantare palloni nelle altrui terre.

Si vince il set in grande spolvero.

 

Secondo set perso  25-22

 

Il nostro consueto effetto rimbalzo.

Perdiamo il set , e non riusciamo a gestire un vantaggio parziale di 7-12.

Le avversarie ci agganciano sul 18-18.

Cediamo il set per la notevole pressione delle Viaccia's girls al quale fa contraltare il nostro rallentamento.

Elementare Watson.

Ma il bello ha da veni'.

 

Terzo set vinto 24-26

 

La madre di tutte le battaglie.

Scambi tecnici sorprendenti, gesti atletici  di notevole portata, il cuore dentro al petto che batte forte.

Ad un certo punto siamo 12-3 per noi.

Boh! 

Si stenta tutti a crederci.

Infatti, le avversarie si danno una scrollata mentre  invece nel frattempo le nostre ragazze vanno mentalmente al bar a farsi l'aperitivo.

In venti minuti si capovolge il risultato.

Si va addirittura sotto di  tre punti, 24-21 per le avversarie, ovvero a un millimetro dal baratro del perdere il set.

Ma ecco un cambio...  la nuova entrata  in battuta fa  quattro punti consecutivi, poi un  errore delle nostre avversarie et voila', ecco portato a casa il set.

Eccheccevo' !

 

Quarto set 

 

Vinto 17- 25

 

Ormai le nostre Atlete son caricate a pallettoni.

Solo sul 20-12 per noi levano il piede dall'accelleratore e finiscono il set    concedendo l'onore delle armi alle avversarie.

Alla fine,  baci, abbracci e pacche sulle spalle per tutti.

 

Prossimamente

 

Sabato pomeriggio tutti al nostro palazzetto.

Arriva l'Olimpia Poliri , che al momento  e' abbastanza in difficolta'.

Va cucinata a modino, perche' l'appetito vien mangiando e noi abbiamo tanta fame.

Gente, venite tutti, iniziamo  alla grande il mese di Babbo Natale.

 

 

Addetto stampa

Antonello Vannuci